km 23,5 - San Priamo - m 9 - Piccola borgata agricola; prende il nome
dalla chiesa di S. Priamo collocata su uno spuntone di roccia a destra del
percorso.
Costruita nel Settecento in luogo dedicato da secoli al culto dell'acqua,
conserva al suo interno una domus de janas nonchè una piccola sorgente.
Una breve deviazione (1 km - sterrato) in direzione del mare porta a Torre
Salinas, un tratto di costa ancora intatto e poco affollato.
Nei dintorni vi sono vari stagni; dietro la spiaggia di Colostrai vi è
lo Stagno di Colostrai, uno dei più suggestivi ambienti palustri della
Sardegna; può capitare di riconoscere qualcuno degli uccelli acquatici
che lo popolano: aironi, anatre, polli sultani, falchi di palude.
Sulle acque si specchiano gli impervi colli costieri di Monte Ferru - m 299
(est) Monte Liura - m 420 (ovest) facenti parte del complesso roccioso di
Capo Ferrato di origine vulcanica.
Con brevi tratti rettilinei si aggirano le pendici del monte Nieddu Mannu
avvicinandosi dapprima alla costa per poi abbandonarla quasi subito per
internarsi a:
km 33,5 Muravera - m 11 - Ai margini della piana alluvionale del fiume
Flumendosa.
La zona, fertile e riparata dai venti, punteggiata di stagni pescosi, fu
popolata sin dall'antichità. Chiuse le vicine miniere di argento del
monte Narba, perno dell'economia è l'agricoltura, con mandorleti,
vigneti e in particolare agrumeti (la zona vanta la temperatura media
più alta della Sardegna).
Muravera punta ora al turismo potendo contare su ambienti naturali ancora
intatti e sulla loro varietà: paese e campagna, monte e mare, fiume
e stagno.
Si supera il fiume Flumendosa, povero d'acque e ricco di canneti e di
oleandri, che con i suoi 122 km è il secondo fiume dell'isola dopo il
Tirso.
km 37 - Villaputzu - m 13 - Piccolo villaggio fra mandorleti e
fichidindia.
Una deviazione (4 km) conduce a Porto Corallo: bella spiaggia dominata da una
torre spagnola seicentesca; possibilità di caccia subacquea.
Lasciata la piana di Muravera la strada sale lievemente a:
km 42 - Cantoniera Rio Gironi - m 46
km 43 - Arcu Genna Arrela - m 83.
Alle spalle il mare chiuso a sud da Capo Ferrato e si vede la foce del fiume
Flumendosa.
La strada scende nuovamente per entrare nel comprensorio della Bonifica di
Quirra:
km 48,6 - Quirra - m 7 - Piccolo insediamento agricolo.
A breve distanza dalla costa l'isola di Quirra (o scoglio di Murtas).
Poco dopo aver varcato il Rio Corr'e Cerbu si tocca a destra la semplice
chiesetta di S. Nicolò del sec. XIII raro esempio di architettura
romanica sarda in cotto.
Sempre a destra si leva il dirupato roccione isolato con le rovine del
Castello di Quirra del sec. XIII.
km 54,1 - Cantoniera S. Giorgio - m 24.
A sud-est appaiono le bianche bancate del Salto di Quirra, sedimenti
arenacei e calcarei caratterizzati da un fenomeno unico nel suo genere in
Sardegna: un torrente sotterraneo che ritornando a giorno (Canneddas de
Tuvulu) forma una pittoresca cascata stagionale.
km 64,1 - Cantoniera Masonedili - m 50
La strada sale alla bella conca coltivata a:
km 73,1 - Tertenia - m 139.
Al confine meridionale dell'Ogliastra. Nel paese, che ha sostituito
l'originaria economia mineraria con le attività agricole e pastorali
ed è impegnato nella valorizzazione turistica della costa, si
può fare una sosta per un assaggio dei prodotti locali: formaggi e
dolci della tradizione e inoltre presso i privati si trovano buoni vini tra
i quali un robusto Cannonau.
Nei pressi una miniera di barite, ora abbandonata.
Sulla costa che si raggiunge tramite la strada panoramica che conduceva alle
miniere di Barisoni vi sono le spiagge di Porto Santoru e di Foxi Manna.
km 83,1 - Cantoniera Genna 'e Cresia - m 267.
Bel panorama a sinistra verso Ierzu e alle spalle verso la piana. Sulla
destra, lungo l'itinerario, le aspre punte del monte Ferru (m 875) grandioso
e isolato complesso di origine vulcanica.
La strada scende di nuovo con curve frequenti tra coltivazioni di ulivi e
fichidindia a:
km 91,1 - Cantoniera S. Paolo - m 64
km 99,1 - Barì Sardo - m 50
Paese di antica origine, costruito come molti altri usualmente lontano dal
mare a causa dell'antico pericolo di invasioni, con alcune vecchie case dagli
interessanti loggiati, situato fra vigneti e mandorleti.
Nella zona numerosi nuraghi e di domus de janas.
km 109,3 - Tortolì - m 13
Centro dell'Ogliastra e antico capoluogo di Marchesato è oggi una
cittadina ordinata e moderna.
Nel centro storico conserva alcuni dignitosi palazzotti sette-ottocenteschi.
A breve distanza dall'abitato si stende lo stagno, uno dei più pescosi
dell'isola, di grande importanza per l'avifauna palustre che vi si stanzia
soprattutto d'inverno.
km 114 - Arbatax - sul mare - Sviluppatosi alla base del pittoresco Capo
Bellavista, attorno a una massiccia torre costiera del '600 è oggi
praticamente unito a Tortolì in seguito al notevole sviluppo
urbanistico degli ultimi anni.
Famose sono le scenografiche scogliere di porfido rosso che emergono dal mare
nei pressi del porto. Suggestivo il panorama verso Cala Moresca che si
può ammirare dal belvedere presso il faro del capo Bellavista - m 150
(villaggio turistico Cala Moresca).
Il suo nome in arabo significa
quattordici, forse in relazione al numero della torre costiera.
Nei dintorni, a sud, raggiungibile da Tortolì la spiaggia di
S. Gemiliano presso la torre di S. Gemiliano, di età spagnola, e la
splendida spiaggia di Orzì con la vicina spiaggia di Punta Musculedda.
Copyright © 1997 GianMauro Pampaluna