Torre dei Corsari - Calasetta

Sommario

Torre dei Corsari.
La strada percorre all'inizio la solitaria zona costiera brulla e cespugliosa; poi sale e scende in un groviglio di vallette con andamento tortuoso e varcando vari torrenti; il paesaggio è suggestivo per la solitudine.

Dopo il bivio per Marina di Arbus si sale con curve continue tra colli cespugliosi varcando il Rio Piscinas e aggirando il monte Arcuentu - m 783 - che appare sempre più vicino con la sua caratteristica forma.
km 26,8 - Montevecchio - m 370 - Qui venne riattivata in epoca moderna (1848) la prima miniera della Sardegna (galena e blenda) che, nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, è stata una tra le più grandi e produttive d'Europa.
A testimonianza di ciò rimangono i cumuli di detriti, i caseggiati dei pozzi e gli impianti.
Si attraversa ora l'Inglesiente, distretto metallifero più ricco e vario d'Italia, tra la piana del Campidano e il mare.
Terra appartata, spoglia di vegetazione e segnata da aspri profili *africani*, con pochi brandelli di coltivi ritagliati tra graniti e basalti e qualche sughereto è per il resto il regno della pecora.
Oltre ai segni dell'attività mineraria vi sono testimonianze archeologiche di rilievo: fenicio-puniche alla fortezza di monte Sirai (Carbonia), gli scavi di Nora e di Bithia (costa del Sud) e il tempio di Antas (Iglesias).
La strada corre tra sugheri, pini e ulivi e tra fitte siepi di fichidindia.
km 33,8 - Arbus - m 311 - Grosso e vivace borgo pittorescamente situato su un declivio, fra poggi rocciosi.
Tra sugheri e vigneti la strada prosegue tortuosa con frequenti salite e discese sull'altopiano granitico ondulato; intorno una corona di monti dai profili movimentati.
km 45,1 - Cantoniera Bidderdi - m 462
Si scende dal vasto altipiano alpestre e selvaggio nella valle del Rio Sbega, stretta e solitaria tra colli cespugliosi e rocce rossastre con curve strette e con una stupenda vista fino al mare.
km 55,4 - Fluminimaggiore - m 81 - Grosso pittoresco paese e importante centro minerario (concentrazioni piombo-zincifere e arseniuri di nichelio e di cobalto) in una conca a vigneti e agrumeti.
Fra le vecchie case scorre con le sue acque limpide il Rio Bau Porcus.
Segue una lunga salita in una stretta valle con gole rocciose.
Possibile deviazione dopo 10 km da Fluminimaggiore - km 2 strada sterrata - fino al *tempio di Antas*, di epoca augustea ricostruito nel II sec. su un luogo di culto punico.
km 69,1 - Arcu Genna Bogai - m 549 - valico con un bel panorama e vista sui due versanti fitti di sughere.
La strada scende a lungo e con curve continue il fianco della valle del Rio Canonica tra estesi boschi di sugheri.
km 77,7 - Lago Punta Gennarta - m 240 - Bacino artificiale creato come serbatoio per irrigazione sbarrando il Rio s'Arriali (1963).
km 80,6 - Iglesias - m 176 - Graziosa e vivace cittadina, già capoluogo della regione mineraria dell'Iglesiente, situata in bella posizione tra colli che degradano verso la valle del Cixerri.
La città si sta costruendo una nuova economia anche con lo sviluppo turistico legato alla valorizzazione degli impianti e dei villaggi minerari ormai dismessi.
Poco oltre l'ingresso nella cittadina in posizione dominante, il Castello di Salvaterra, di impianto pisano, utilizzato anche in epoca aragonese; resti delle mura pisano-aragonesi con torri.
Da vedere: la Cattedrale (S. Chiara) che conserva della originaria costruzione romano-gotica (1285-1288) la facciata con semplice portale, rosone e archeggiature nel frontone, alcuni tratti dei fianchi e parte del campanile (campana fusa nel 1337).
La chiesa di S. Francesco del secolo XV in posizione suggestiva nel centro storico, con semplice facciata a capanna con portale ogivale e tre rosoncini.
Suggestivo interno a una navata su arconi e con cappelle laterali aperte da arcate gotiche.
Con andamento tortuoso fra impianti minerari dismessi e colossali discariche di fango rossiccio si arriva a :
km 89,3 - 1 bivio per Gonnesa - m 40 - Gonnesa è un vecchio centro minerario allungato sopra un ripiano con antiche case di pietra.
km 92,3 - bivio per Portoscuso - m 40 - Possibile itinerario alternativo: direttamente a Portovesme -km 12,7- e, con traghetto, a Calasetta; vedi sotto (*).
Fra radi sugheri, in paesaggio mosso e aperto, si rasenta Carbonia.
Poco prima del paese sulla destra deviazione - km 2 - al Monte Sirai, fortezza fenicio-punica - m 191 - sito di interesse archeologico di cui ora rimangono solo i resti.
km 104,7 - bivio per Carbonia - m 111
La strada procede fra coltivi a destra e brulli colli a sinistra km 108,5 - S. Giovanni Suergiu - m 16
Si procede verso l'istmo che collega l'isola di S. Antioco alla terraferma.
Si vedono le bianche case del borgo e l'isola di S. Pietro.
A destra la centrale termoelettrica ed eolica di S. Caterina; poi a sinistra gli stagni di S. Caterina; in lontananza si vedono le saline: in queste zone umide stazionano numerosi fenicotteri e altri uccelli palustri; davanti il Golfo di Palmas fino alle rocciose isolette La Vacca e Il Toro.
Sulla destra della statale, in parte sommersi dal mare, i resti della strada romana che percorreva l'istmo.
A circa 1,5 km dall'imbocco dell'istmo si vedono a sinistra due blocchi di pietra (perdas fittas) detti popolarmente su para e sa mongia (il frate e la monaca), forse due pietre sacre dei sardi primitivi.
Dopo il porto, a sinistra, presso la strada, si vede il ponte romano.
km 120 - S. Antioco - Il centro principale dell'isola omonima, disteso sulle pendici di un colle della sua parte orientale digradante sul mare.
Il sito è quello di un insediamento nuragico, poi della fenicia Sulcis.
Il nome nuovo viene da un martire africano che trovò rifugio e sepoltura nella catacomba sotto la parrocchiale.
Salendo tra zone a vigneti e con qualche bella veduta e poi ridiscendendo si giunge a :
km 130 - Calasetta - Villaggio dall'aspetto quasi orientale con case bianche e di color pastello sulle quali emerge la Parrocchiale, modesto esempio di barocco piemontese e, in cima alla collina, la torre del XVII secolo.
Il villaggio fu fondato nel 1769 da nuclei familiari di origine ligure.

(*) itinerario alternativo: Al bivio per Portoscuso la strada con salite e discese giunge fino al:
km 101,5 - valico - m 112 - Con ampia vista delle isole di S. Pietro e S. Antioco.
km 105 - Portovesme - Frazione di Portoscuso; porto di collegamento con le isole di S. Pietro e S. Antioco.
Nella zona si concentrano le attività industriali del Sulcis (centrale termoelettrica, polo dell'alluminio, ecc.).
Con traghetto prima a Carloforte - isola S. Pietro - e poi a:
km 105 - Calasetta

Copyright © 1997 GianMauro Pampaluna


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